Connettività in cantiere: a che punto siamo

maggio 17, 2023

Connettività in cantiere: a che punto siamo

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La connettività dei mezzi in cantiere è il preludio per l’automazione dei prossimi anni delle macchine e delle attrezzature per il construction


La connettività in cantiere è un processo in avanzamento irreversibile, prendiamone atto. Tutto il settore del construction sta diventando sempre più digitale e connesso al pari di altri ambiti industriali, anche se in leggero ritardo rispetto agli stessi. Ne è la riprova che in tanti appuntamenti fieristici, Bauma in testa, i trend della digitalizzazione spinta e innovazione tecnologica per macchine, attrezzature e soluzioni sono sempre più centrali a livello di tematiche e novità proposte dai principali brand. E non potrebbe essere altrimenti visto che l’elettronica, i software e le tecnologie di connessione sono diventate parte integrante dei mezzi d’opera al pari della componentistica tradizionale.


Se connettività e digitalizzazione finora sono sono state parte integrante di un miglioramento atto a implementare funzionalità e gestionali delle macchine, la fase “Due” verso cui si stanno indirizzando gli obiettivi dei progettisti, si è innalzata puntando, al medio termine, a una maggiore automazione dei macchinari. La next generation della cantieristica punta, insomma, a una fase umana dedicata alla gestione e al settaggio di macchinari che dovrebbero riuscire a lavorare in totale autonomia, senza nessun operatore in cabina. E ciò che sembra fantascienza sta invece ricevendo un booster dai progressi fatti nella direzione di una connettività tra le macchine e la gestione dei loro dati spinte che rappresentano la base di un cantiere iperconnesso, predittivo e in futuro robotizzato.


Il cantiere connesso di nuova generazione


Su che basi poggia la connettività di seconda generazione nel construction? Le ultime release tecnologiche quali l’estensione e il miglioramento della connettività digitale spinto da tecnologie come 5G, satelliti LEO (low earth orbit), fibra ottica stanno avendo un forte impatto anche sull’ecosistema del cantiere. La svolta è epocale se si considera che fino a pochi anni fa il cantiere era un sito remoto, senza copertura di segnale. Da luogo scarsamente servito se non isolato è ora un sito sufficientemente connesso e capace di veicolare dati e informazioni utili a migliorarne l’efficienza e i processi decisionali. Nel cantiere si possono ora monitorare in tempo reale posizione e utilizzo delle macchine, così come la disponibilità di informazioni diagnostiche e prestazionali, rappresenta un supporto ormai indispensabile per migliorare la gestione delle flotte, ridurre i consumi di carburante, aumentare la sicurezza, migliorare la pianificazione di controlli e manutenzione e, in definitiva, una delle aree in cui le imprese edili possono maggiormente beneficiare già oggi dei vantaggi di un cantiere connesso. Ma attenzione, a rappresentare la novità non sono le tecnologie dedicate al monitoraggio delle performance della macchina. La novità è rappresentata dalla loro interazione sinergica e la loro implementazione proprio grazie alla connettività.


Flussi costanti di dati


Il sito cantieristico connesso è quindi una fitta trama di messaggi digitali emessi e ricevuti all’istante tra centrale operativa, macchine e attrezzature per ora ancora attivate e gestite da esseri umani, materiali e progetti. La centrale operativa fisica, poggiante su una piattaforma o su un cloud, rende le informazioni del cantiere fruibili ovunque e in ogni istante. Il flusso è quello di dati e informazioni a supporto dei processi decisionali afferenti una molteplicità di ambiti, dalla pianificazione delle lavorazioni alla gestione del personale, dall’approvvigionamento dei materiali alla organizzazione e gestione di macchine e attrezzature.


Arriva l’intelligenza artificiale in cantiere?


Ciò che fino a pochi anni fa poteva essere soggetto per un romanzo di Asimov è in realtà evoluzione tecnologica di medio termine. Il passo successivo dell’evoluzione cantieristica, come ve la stiamo descrivendo è l’accesso dell’intelligenza artificiale in cantiere, che trova terreno fertile proprio grazie alla connettività evoluta. Il flusso dati macchina – cloud permette ad esempio l’analisi da parte dell’AI di tutti i parametri operativi e, su questa base, la gestione di tutte le funzioni automatizzate che ci sono e che verranno a bordo macchina, così come l’implementazione delle nuove funzionalità.


Il cantiere logisticamente predittivo


In questo modo è possibile ottimizzare l’efficienza e organizzazione di tutto il cantiere, dalla verifica in tempo reale dell’avanzamento lavori all’automazione di operazioni ripetitive e a basso contenuto tecnologico (si pensi alla gestione di un ciclo di produzione del calcestruzzo) come il rilevamento di scorte e quantità di un magazzino o dei livelli di carburante dei macchinari per il rifornimento predittivo, o la gestione del personale, migliorando più in generale i flussi operativi del cantiere e abbattendo l’interruzione della attività lavorative. Non sono comunque pochi i processi cantieristici che già sfruttano funzioni in tema di connettività e di funzioni digitali ma tendenzialmente, come anticipato, il mondo delle macchine e attrezzature movimento terra si sta affacciando ora a una fase di interoperabilità in cui la gestione della singola macchina passa a una gestione della macchina nell’unità cantiere e, grazie alle AI, la comunicazione si allarga ulteriormente, toccando diverse piattaforme digitali e apparati organizzativi anche extra-cantieristici. E si badi bene, indipendentemente attuale evolutiva del mondo construction in fatto di digitalizzazione e automazione, non è detto che manchi ancora tanto tempo alla sua conversione evolutiva totale. Una volta innescato il processo di transizione (che ha già visto pionieri altri settori industriali), per i settori produttivi più arretrati l’adeguamento ai nuovi standard è decisamente più rapido, per non dire immediato.


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